Nonostante la vergognosa situazione in cui si trova la Sebastiani Basket, nonostante tutti gli insulti, noi di PallacanestroNapoli.it, forse in errore, abbiamo sempre sostenuto che il presidente Papalia andasse difeso perché lui, quanto noi tifosi, è la parte lesa di questa situazione. Quali colpe si possono mai attribuire ad un uomo che ha cercato solo di salvare la sua società fino alla fine cercando di entrare nel territorio partenopeo ancora troppo scottato dal brutale fallimento della SS Basket Napoli di Maione. Questa mattina il presidente ha voluto incontrarci per raccontarci come sono realmente andati i fatti i quali sono le sue speranze per il futuro:
“La
situazione
è al
momento
è
drammatica,
ma
spero
che
potremmo
uscirne.
Prima,
però,
lascia
che
ti
racconti
quello
che
è
successo
durante
tutto
questo
turbolento
periodo”
A
questo
punto
il
presidente
inizia
nel
suo
racconto:
“Dopo
tutto
quello
che
è
successo
a
Rieti,
con
il
mancato
appoggio
dell’Acea,
decisi
di
prendere
in
considerazione
la
proposta
che
mi
fu
fatta
da
Ponticelli
e di
valutare,
insieme
al
mio
grande
amico
Raffaele
Manzi,
se
era
possibile
portare
la
mia
società
a
Napoli,
una
piazza
decisamente
con
maggiore
visibilità
essendo
la
terza
d’Italia.
Incontrai,
così
il
presidente
Bassolino,
con
il
quale
ho
maturato
negli
anni
uno
splendido
rapporto
grazie
ad
alcune
operazioni
che
abbiamo
svolto
insieme
per
l’Ippodromo
di
Agnano,
e
valutammo
l’opzione
trovando
subito
un
grandissimo
riscontro
da
parte
sua.
Io
non
ho
mai
preteso
o
chiesto
un
contributo
diretto
da
parte
loro
ma
la
mia
intenzione
era
quella
di
riuscire
a
coinvolgere
quei
5-6
o
addirittura
7
imprenditori
che
hanno
la
possibilità
di
fare
basket
ed
in
cambio
io
mi
sono
proposto,
e
ricorderai
la
mia
prima
conferenza,
di
rendere
un
servizio
sociale
al
territorio
con
la
costruzione
di
30
playground
in
una
regione
che,
a
numero
di
impianti
sportivi
è
l’ultima
d’Italia,
e
inoltre
di
andare
a
portare,
in
giro
per
l’Italia,
i
prodotti
che
offre
questa
bellissima
terra:
avremmo
potuto
mettere
come
secondo
sponsor
“Costiera
Amalfitana”
e
altre,
questa
era
l’idea
di
base.
Avremmo
voluto
che
la
regione
riuscisse
a
coinvolgere
gli
imprenditori
non
solo
per
svolgere
la
funzione
di
sponsor
ma
anche
per
farli
entrare
in
società.
A
questo
proposito,
dissi
ad
Alfredo
Ponticelli,
che
la
presidenza
della
società
non
era
inamovibile
ma
che
se
fosse
riuscito
a
trovare
qualcuno
con
maggiore
carisma
mi
sarei
messo
da
parte
pur
di
far
decollare
questo
progetto
e
proprio
questa
sembrava
la
direzione,
infatti
Bassolino
in
prima
persona
si
prodigò
per
la
ricerca
di
questi
partner.
A
questo
punto,
probabilmente,
ho
commesso
il
mio
grande
errore,
che
ci
ha
condotto
fino
a
qui.
Mi
fu
comunicato,
da
Rieti,
che
l’Acea
avrebbe
messo
a
disposizione
la
somma
per
trattenere
la
Sebastiani
a
Rieti,
facendo
in
modo
da
scaricare
su
di
me
le
colpe
del
trasferimento,
così
emisi
un
comunicato
stampa
nel
quale
dichiaravo
che
sarei
rimasto
a
Rieti
se
l’Acea
avesse
realmente
messo
a
disposizione
la
cifra
promessa
ma
era
una
sorta
di
provocazione
per
vedere
realmente
quanto
erano
intenzionati
a
sostenere
la
mia
società,
il
tutto
mentre
ero
in
fase
di
contrattazione
con
Napoli.
Ovviamente
l’Acea
si
tirò
indietro
ma
anche
a
Napoli
ricevemmo
risposte
negative
riguardo
agli
esiti
avuti
con
gli
sponsor”.
E
che
gli
esiti
negativi
degli
sponsor
o il
mancato
impegno
della
Regione
per
la
ricerca
degli
stessi
non
abbiano
un
qualche
legame
con
il
comunicato
stampa
di
Papalia
per
tenere
la
Sebastiani
a
Rieti
è
una
seria
probabilità
anche
se
il
patron
non
ha
lasciato
trasparire
niente.
“Premettendo
che
la
gestione
Napoli
non
è
mai
stata
usata
per
la
copertura
dei
debiti
maturati
a
Rieti,
perché
mi
hanno
accusato
anche
di
questo,
ci
siamo
trovati
qui
ad
agosto,
quando
praticamente
non
c’è
nessuno
ed
io,
insieme
a
tutti
i
miei
collaboratori,
ho
lavorato
ogni
giorno
al
progetto
Napoli
bussando
alla
porta
di
molti
sponsor
ma
non
ci
filava
nessuno.
Trovammo
l’accordo
con
MSC,
la
quale
era
intenzionata
ad
entrare
solo
con
un
piccolo
contributo,
nella
stagione
in
corso,
per
poi
entrare
con
la
massima
visibilità
l’anno
venturo.
Nessuno
sponsor
ci
ha
dato
una
mano,
abbiamo
avuto
un
delibera
della
regione
di
200mila
euro
e
40mila
con
gli
abbonamenti,
oltre
le
rate
di
Martos,
in
una
piazza
che
ci
vedeva
male
dove
tutti
parlavano
male.
Ad
ogni
modo
siamo
arrivati
all’11
dicembre,
data
in
cui
dovevamo
pagare
gli
F24
alla
COMTEC
e
con
i
100mila
di
anticipo
della
regione
e
45mila
da
Martos
li
avremmo
pagati
per
evitare
l’ulteriore
penalizzazione,
ed
anche
in
quel
caso
niente!
Così
ho
preso
le
redini
in
mano
ed
ho
detto
“basta”,
così
non
potevamo
andare
avanti.
Credo
sia
più
giusto
fare
così
che
poi
fallire
col
botto
a
fine
anno
come
è
stato
per
Maione
o
per
Capo
d’Orlando.
E
siamo
arrivati
ad
oggi
in
questa
drammatica
situazione
di
insulti
e
roba
varia.
Vorrei
far
capire
alla
parte
di
gente
che
continua
a
dar
contro
a
Papalia,
che
io
non
ci
guadagno
niente
in
tutto
questo
in 6
anni
ci
ho
rimesso
5
milioni
di
euro,
ma
il
basket
è
così
non
ci
sono
i
guadagni
del
calcio,
lo
faccio
perché
è
una
passione
che
mi
porto
dietro
da
quando
avevo
8
anni.
Vorrei
far
capire
al
pubblico
che
io e
loro,
forse
loro
più
di
me,
siamo
la
parte
lesa
di
tutta
questa
faccenda,
forse
non
sarò
riuscito
ad
ottenere
il
consenso
degli
imprenditori
locali
che
sono
comunque
ancora
fortemente
scottati
dal
fallimento
della
vecchia
società.
Anche
per
la
questione
su
Iverson,
è
stata
una
proposta
che
è
arrivata
dagli
Stati
Uniti
promossa
dalla
Reebok.
Sarebbe
stato,
praticamente,
tutto
a
spese
loro
e
non
era
assolutamente
una
buffonata
o
una
cosa
inventata
da
Gaetano
Papalia,
ma
un’iniziativa
commerciale
di
questa
società
americana
che
vedeva
in
Napoli
un
rilancio
per
il
giocatore,
volendo
quasi
ripetere
l’operazione
Maradona,
poi
non
se
ne
fece
niente
più
perché
il
giocatore
è
voluto
restare
in
NBA”
Presidente e cosa ci dice sulla triste vicenda che vede in campo i ragazzini dell’Under 19: “Era l’unica cosa che potevamo fare per tentare di conservare il titolo e partecipare al campionato di legadue il prossimo anno. Io ho personalmente invitato tutti i ragazzini, con i genitori, a casa mia ed ho detto loro che non appena mi dicono che non hanno più intenzione di giocare e fare queste figure io fermo tutto. Ora lasciando stare lo scempio che si legge su i giornali, i ragazzini si stanno divertendo da matti, Giovannelli quasi viaggia a 15 punti di media sono cose che rimarranno. Ovviamente, però, non è più il caso di percorrere questa strada sperando che finito il girone di andata ci concedano il ritiro. Abbiamo perso tutte le partite del girone d’andata, non giocheremo al ritorno, quindi l’equilibrio del campionato non verrà intaccato”
Per la faccenda sulla procura federale:“Sono stato convocato in procura federale ma trovo assurdo che possano deferirci o radiarci per le motivazioni che ci stanno presentando. Per la vicenda di non aver schierato la formazione migliore, i nostri americani non sono tornati, Tsaldaris è andato via, gli altri neanche c’erano l’under 19, paradossalmente, era la miglior squadra che potevamo schierare.”
Il
Futuro:
“Questa
è
una
società
che
è in
questo
territorio
e
che
vuole
rimanerci,
non
venderemo
il
nostro
titolo
e
non
torneremo
a
Rieti.
Tra
il
16
maggio
e
l’8
giugno
avverrà
il
definitivo
cambio
di
denominazione
in
Nuova
Basket
Napoli,
con
spostamento
della
sede
definitivo
a
Napoli.
Siamo
già
in
trattativa
con
alcuni
imprenditori
napoletani,
dei
quali
ancora
non
posso
fare
i
nomi,
per
permettere
a
questa
squadra
di
avere
un
futuro
con
imprenditori
napoletani.
Stiamo
cercando
di
costruire
una
cordata
di
imprenditori
capeggiata
da
un
personaggio
che
sia
capace
di
far
avvicinare
sponsor
a
questa
società.
Siamo
anche
disposti
ad
essere
i
soci
di
minoranza
di
questa
cordata
o
addirittura
cederlo
totalmente
pur
di
salvare
la
società.
Napoli
già
una
volta
si è
lasciata
scappare
l’A1
spero
che
il
tempo
che
abbiamo
a
disposizione
ci
aiuti
a
ricominciare
tutto
da
capo,
anche
perché
mi
sembra
assurdo
che
c’è
la
possibilità
di
tenere
un
titolo
di
A2 e
di
va
da
altre
parti
per
cercare
il
trasferimento,
spero
in
Napoli
e
spero
che
quest’intervista
serva
a
qualcosa,
Grazie”
Sperando
che
le
parole
del
presidente
rilasciateci
non
siano
state
vane,
il
suo
tentativo
di
riappacificarsi
con
questa
città
c'è
stato,
noi
tifosi
partenopei
dobbiamo
dare
speranza
a
questo
progetto
questa
volta
completamente
napoletano,
cancellando
questa
stagione
che,
comunque,
rimarrà
nelle
pagine
nere
della
storia
di
Rieti
e
non
di
Napoli.
Ci
siamo
fatti
sfuggire
la
possibilità
della
Serie
A1
non
perdiamo
anche
questa
occasione,
siamo
tutti
napoletani
e
sappiamo
che
in
questa
città
tutti
sono
bravi
a
parlare
pur
di
rimanere
attaccati
alla
poltrona,
non
crediate
in
progetti
folli,
credete
invece
a
chi
vi
dice
che
c'è
la
piena
intenzione
di
ripartire
con
un
progetto
serio
(e
chi
vi
scrive
non
lo
dice
tanto
per
onor
di
cronaca)
con
seri
imprenditori
alle
spalle,
speriamo
che
Napoli
possa
ripartire
da
ora
per
un
domani
migliore.
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